Le mie radici

Ho iniziato a interessarmi a questo modo di cucinare molti anni fa. Avevo poco più di diciotto anni quando ho capito che il cibo non era semplicemente una passione, ma qualcosa che mi apparteneva profondamente. Non cercavo una dieta o una moda da seguire, sentivo che in quel mondo c’era qualcosa che mi richiamava e che con il tempo avrebbe trovato il suo posto nella mia vita.

Sono cresciuta in campagna, ricordo ancora i frutti raccolti nell’orto, sciacquati sotto un rubinetto e mangiati così, nella loro semplicità. Le ciliegie colte dall’albero, le albicocche calde di sole, l’uva assaporata direttamente nella vigna e poi spremuta a piedi nudi in un gigantesco tino di legno con il nonno. E le nonne, donne semplici, custodi di una saggezza che non si trovava nei libri, ma nella vita di ogni giorno. Attraverso la loro cucina mi hanno insegnato che il cibo non serve soltanto a nutrire il corpo. In tavola portavano cura, presenza, amore, condivisione e unione.

Solo molti anni dopo ho capito quanto quegli insegnamenti avessero segnato il mio modo di vedere il cibo e la cucina.

Con il tempo ho approfondito il rapporto tra cucina, cibo, natura e benessere. Ho scoperto che, in culture diverse e in tempi lontani, esisteva una stessa intuizione: il cibo è molto più di nutrimento, è relazione con noi stessi, con gli altri e con la natura e la cucina è il luogo in cui questa relazione prende forma.

Per oltre trent’anni mi sono occupata di estetica e benessere e anche quell’esperienza mi ha aiutata a comprendere ancora di più quanto la cucina e il cibo siano le fondamenta del nostro benessere. Ho capito che prenderci cura, dall’esterno, di ciò che vediamo allo specchio è importante, ma la bellezza, quella che resiste nel tempo, nasce prima di tutto da come ci prendiamo cura di noi stessi, ogni giorno, nella nostra cucina.

Per me la cucina è sempre stata una sorta di laboratorio alchemico, il luogo in cui possiamo trasformare ingredienti semplici in energia, equilibrio e vitalità, e prenderci cura di noi stessi e delle persone che amiamo.

Negli anni ho approfondito le proprietà del cibo e questa più ampia visione, diplomandomi come Cuoco Olistico e Guida nella Terapia Alimentare, ma la comprensione più profonda e concreta è arrivata dalla vita.

Quando ho ritrovato me stessa

Qualche anno fa ho vissuto uno dei momenti più difficili della mia vita: la perdita improvvisa di mio marito, Francesco.

In quel periodo il dolore occupava gran parte del mio spazio interiore e mangiare era diventato qualcosa di automatico. Non avevo più voglia di cucinare.

Cucinare era sempre stato il modo con cui esprimevo il mio amore, la mia cura e la mia presenza, il mio modo di prendermi cura di Lui, di noi.

Quando quel gesto è venuto meno, poco alla volta ho iniziato a rifugiarmi in alimenti che non mi appartenevano davvero. Mi nutrivo sempre più spesso di cibi ricchi di zuccheri o molto salati, lontani dal mio modo abituale di mangiare e di cucinare.

È stato allora che mi sono resa conto che non stava cambiando soltanto il mio modo di mangiare, ma anche il mio stato interiore. Mi sentivo sempre più dispersa: il senso di vuoto mi bloccava, faticavo a concentrarmi e la paura, le preoccupazioni e l’ansia prendevano sempre più spazio.

Finché, un giorno, ho capito che il mio corpo mi stava chiedendo di cambiare e mi sono detta:

Laura, così non va bene.”

Ho deciso di tornare a credere in ciò che avevo sempre sentito vero: nella mia cucina, nel valore del cibo, nell’esperienza maturata negli anni, negli insegnamenti della mia famiglia e nel percorso di studi che avevo intrapreso. Ma anche nella fiducia che mio marito Francesco, un medico di straordinaria umanità, aveva sempre riposto in me. È stato lui a incoraggiarmi a credere nelle mie capacità e a sostenere il mio percorso di studi, convinto che un giorno ciò che stavo imparando, unito alla mia passione, avrebbe potuto diventare un aiuto concreto anche per altre persone.

Ed è stato allora che ho scoperto qualcosa che non dimenticherò mai.

Mettendo ordine nel piatto stavo rimettendo ordine anche dentro di me.

Ho scoperto che mentre nutrivo il mio corpo con un cibo preparato con maggiore consapevolezza stavo nutrendo anche la mia mente. Questo mi ha aiutata ad affrontare quel dolore e tutto ciò che ne conseguiva con maggiore lucidità e forza interiore. Era un cambiamento che, poco alla volta, iniziavano a cogliere anche le persone che mi erano vicine.

È stato allora che ho sperimentato su me stessa quanto il cibo possa influenzare non solo il corpo, ma anche il nostro equilibrio interiore.

La cucina che oggi desidero condividere

Da quel momento ho continuato a osservare, studiare e sperimentare con uno sguardo ancora più consapevole. Ho compreso quanto il cibo e il modo in cui viene preparato possa influenzare il nostro modo di sentirci, sostenerci nei momenti di maggiore fragilità e aiutarci, giorno dopo giorno, a ritrovare equilibrio, forza ed energia.

È stato allora che La Mia Cucina Macro Easy ha iniziato a prendere forma. In essa si sono unite le mie radici, gli insegnamenti ricevuti dalla mia famiglia e da mio marito Francesco, il percorso di studi e tutto ciò che continuo ad osservare prima di tutto su me stessa.

Ho capito che tornare a cucinare significa molto più che preparare un pasto.

Significa scegliere e preparare con maggiore consapevolezza il cibo con cui nutriamo noi stessi e le persone che amiamo, in armonia con la natura, con le stagioni e con il momento che stiamo vivendo, prendendoci cura del nostro benessere e della nostra salute.

Per me La Mia Cucina Macro Easy è un percorso in continua evoluzione.

Perché la cucina, come la vita, ogni giorno ci accompagna e ci insegna qualcosa di nuovo.

È questa la cucina che mi ha riportata a casa. Ed è questa la cucina che oggi desidero condividere.

Perché il cibo è molto più di ciò che mangi

Laura Malavolta

 

 

 

 

 

 

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